Archivi del mese: giugno 2013

La lettura nel 2013

schoolsuseipadsProprio oggi è trapelata la notizia di un social reader di lettura a cui Facebook starebbe lavorando in grande segreto (ormai questi colossi del social sono come i servizi di spionaggio). Bene parliamo allora di come si è trasformata l’azione della lettura in questi ultimi 20 anni. Ricordo che quando andavo al liceo il mio zaino pieni di libri poteva arrivare a pesare 15Kg. In base alle materie della giornata le mie ossa e i miei muscoli erano messi a dura prova. Continua a leggere

open_data

Open Data: la trasparenza per il cittadino

Open data è una politica per cui i dati relativi alle pubbliche amministrazioni sono resi completamente visibili ai cittadini che tramite questi dati possono informarsi e scegliere i servizi migliori a loro disposizione. Quali dati? Tutti quelli che al cittadino possono interessare: salute, trasporti, infrastrutture, spese pubbliche…
L’open data serve a rendere i cittadini più informati? Senza dubbio, ma è dimostrato che serva soprattutto a rendere i servizi migliori. Anche il G8 ha chiesto maggior apertura dei paesi all’open data. L’Italia purtroppo è in forte ritardo su questo e la responsabilità è tutta di alcune amministrazioni che non hanno mai investito e rischiato per ammodernarsi. Un fatto è certo: i paesi (come l’Inghilterra e la Danimarca) che hanno adottato questo tipo di filosofia hanno migliorato i loro servizi.  E il segreto sta nell’ identità della cosa pubblica che online non può avere segreti. Una volta che un servizio o una amministrazione decide di mettersi in gioco tramite il web non si può mentire. Ne va della reputazione della politica. Solo alcuni esempi di seguito:

- Nel Regno Unito hanno dati open da due anni sulla qualità delle cure ospedaliere. Il risultato è stato che è diminuita la mortalità del 25 per cento;

- In Spagna i dati catastali sono disponibili per tutti senza restrizioni;

- In Danimarca hanno pubblicato i dati sui numeri civici delle strade;

- Negli Stati Uniti è possibile vedere quanto è vivibile un quartiere, per qualità dell’aria e tassi di criminalità;

loon_610x345

Google Project Loon: un’idea rivoluzionaria…?

Google ha molto a cuore la soluzione delle problematiche che impediscono a molte persone l’accesso ad internet. Secondo una stima ben 2 persone su 3 non ha un accesso rapido ed ad un prezzo conveniente alla rete informatica mondiale.

 a principale difficoltà, tra le tante, è spesso di natura geografica o comunque dipendente dalla tipologia del territorio: grandi catene montuose, fitte foreste o anche isole o arcipelaghi. A queste problematiche Google sembra voler porre una soluzione con ilProject Loon. Tradotto letteralmente significa “Progetto Folle” ed effettivamente l’idea di base non si discosta tanto da questa traduzione. In pratica, secondo l’idea del progetto, si dovrebbe affidare a dei “palloni” la diffusione della connessione ad internet.

La tecnologia è abbastanza interessante in quanto questi palloni saranno riempiti con un gas leggero (presumibilmente elio, He) in modo tale da farli salire di quota. Una volta raggiunta l’altitudine giusta (ben superiore persino a quella degli aerei commerciali) questi rimarranno sospesi ed in balia delle correnti del vento, circondando quindi l’atmosfera terrestre di piccoli ma efficienti punti di accesso ad internet. E’ da sottolineare che l’impressione che danno i palloni di essere sgonfi è una cosa ben voluta, infatti, per chi non lo sapesse, più si sale e più la pressione esterna diminuisce dilatando così il pallone fino a farlo scoppiare.  Continua a leggere

Quando nasce un social…

Quando si progetta un social si progetta una rete per interessati ma aperta teoricamente a tutti. E’ come istituire una riunione a porte aperte dentro una stanza riunioni ben pubblicizzata nel mondo intero. E’ come creare una nuvola per dare la possibilità ad alcuni di parlarsi. E’ come un villaggio che nasce e che aggrega più persone che prima erano nomadi. I primi villaggi sono nati cosi. Dal nulla. Senza pretesa di essere le uniche realtà nel mondo e alla base del mondo.

smart-home

Internet delle cose?

I tempi del frigorifero che parla con il forno sono ormai storia passata. Nelle nostre vite si sta diffondendo una vera e propria nuvola di oggetti intelligenti sempre più connessi alla rete. Larivoluzione dell’Internet of Things (IoT) avanza anche da noi in Italia, e i numeri sembrano promettenti. Secondo Osservatori.net nel nostro Paese, a fine 2012, c’erano circa 5 milioni di smart device su network cellulare. Una crescita del 25% rispetto al 2011, e un giro d’affari stimato intorno a 810 milioni di euro di fatturato.
Continua a leggere

Mal d’Africa e Primavera Araba

Windows-Live-Writer_Primavera-araba-il-ruolo-dei-social-netw_7E72_Twitter-Egypt-revoluti_optOggi ho parlato con una persona che sta in missione in Etiopia. Dai suoi racconti di mamme disperate, bambini che muoiono di fame e di sete, villaggi ridotti in completa miseria mi è tornata in mente l’idea di Google di questi giorni di sorvolare l’Africa con dirigibili per dare la connettività al popolo africano. Ed ho pensato: è veramente di questo quello di cui hanno bisogno di africani? Hanno tra le loro prioritá sociali la connettivitá? Sicuramente no. Sicuramente i paesi in via di sviluppo hanno bisogno prima di altri beni.Hanno bisogno di pane. Hanno bisogno di acqua. Di medicinali. Ma la rete continuo a pensare possa Continua a leggere